fbpx
Orario di visita: Lun | Sab 9.00 | 19.00
Chiama ora +393667441940

Blefaroplastica

Intervento di blefaroplastica maschile

Sono sempre di più gli uomini che si rivolgono al Chirurgo plastico per correggere l’eccesso di tessuto cutaneo palpebrale; questi inestetismi possono essere corretti con l’intervento di blefaroplastica maschile; si utilizza lo stesso termine sia per le palpebre superiori sia inferiori ma per facilità di trattamento distingueremo la blefaroplastica superiore da quella inferiore.

Blefaroplastica superiore

Gli inestetismi della palpebra superiore sono generalmente legati ad un eccesso di tessuto cutaneo che va ad appesantire la palpebra conferendo all’occhio il tipico aspetto stanco. In qualche caso, l’eccesso di pelle supera il bordo ciliare e causa una riduzione del campo visivo. Un altro inestetismo piuttosto comune è la presenza di una borsa di tessuto adiposo nell’angolo mediale dell’occhio.

Blefaroplastica inferiore

Gli inestetismi della palpebra inferiore sono maggiormente legati alla presenza di borse adipose; si tratta di un accumulo di tessuto adiposo distribuito a livello della palpebra inferiore che corrisponde ad un’erniazione del grasso che si trova all’interno dell’orbita. Oltre alla presenza della borsa, questi pazienti lamentano solitamente la presenza di occhiaie e un viso di aspetto molto stanco. Più raramente l’inestetismo riguarda la presenza di un eccesso di tessuto cutaneo.

Preparazione all’intervento chirurgico

Prima dell’intervento di blefaroplastica vengono sempre prescritti degli esami preoperatori. In casi particolari può essere richiesta una visita oculistica per la determinazione del campo visivo e, occasionalmente, per la misurazione del tono oculare. In qualche caso si procede anche all’esecuzione di esami di screening per la funzionalità tiroidea. Bisogna condurre un’anamnesi molto attenta e il paziente deve sempre segnalare l’assunzione di eventuali terapie farmacologiche. In particolar modo devono essere segnalati farmaci cortisonici, antipertensivi, ipoglicemizzanti, antidepressivi e farmaci per la coagulazione.
È bene non assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico almeno tre settimane prima dell’intervento chirurgico. L’assunzione di farmaci anticoagulanti orali è infatti considerata una controindicazione all’intervento chirurgico.
È consigliabile non fumare nei giorni che precedono l’intervento chirurgico. Deve inoltre essere osservato un digiuno di otto ore prima dell’intervento chirurgico indipendentemente dal tipo di anestesia che viene praticata.

Anestesia

L’intervento può essere eseguito in anestesia locale, anestesia locale con sedazione o in anestesia generale.

Profilassi antibiotica

La profilassi antibiotica viene eseguita sempre.
Di solito consiste nell’iniezione endovenosa dell’antibiotico prima che l’anestesia abbia inizio. La terapia antibiotica prosegue nei giorni successivi con la somministrazione per via orale a domicilio.

Modalità di intervento

L’intervento può essere eseguito ambulatorialmente, in day surgery o con una notte di degenza.

Blefaroplastica superiore

L’intervento prevede l’asportazione di una quota di pelle che viene predeterminata con un disegno eseguito prima dell’intervento. In questa fase vengono effettuate tutte le misurazioni e le valutazioni per decidere quanta pelle deve essere rimossa. Il disegno viene praticato in maniera tale da far cadere la cicatrice in corrispondenza della piega palpebrale. In questo modo la cicatrice risulta completamente invisibile. Contestualmente alla rimozione della pelle in eccesso, si può procedere anche alla rimozione di una piccola borsa di grasso mediale ed eventualmente all’asportazione di una piccola porzione del muscolo orbicolare.

Blefaroplastica inferiore
  • Tecnica tradizionale (via esterna): in questo caso l’intervento viene eseguito con una incisione in corrispondenza del margine ciliare inferiore che viene estesa lateralmente all’angolo esterno dell’occhio. Quest’intervento consente di effettuare vari gradi di correzione. Si può rimuovere parte del tessuto adiposo che costituisce le borse, oppure si può decidere di riposizionare il grasso per correggere eventuali problemi di occhiaie. La scelta viene affidata al chirurgo che deciderà in funzione della valutazione preoperatoria e della propria esperienza. Contestualmente si potrà decidere di rimuovere la cute in eccesso. La blefaroplastica tradizionale è un intervento semplice ma che deve essere condotto con grande perizia perché può facilmente esitare in risultati non completamente soddisfacenti.
  • Blefaroplastica trans-congiuntivale: quest’intervento prevede un’incisione in corrispondenza della congiuntiva. In questo caso la cicatrice non sarà visibile perché l’incisione viene effettuata all’interno dell’occhio, in corrispondenza della faccia interna della palpebra inferiore. Attraverso quest’incisione sarà possibile effettuare l’asportazione del tessuto adiposo in eccesso. Questa tecnica viene di solito riservata a quei casi in cui non è necessario procedere alla rimozione del tessuto cutaneo esuberante.

Durata

Blefaroplastica superiore

L’intervento di blefaroplastica superiore ha una durata di circa 40 minuti per il trattamento di ambedue gli occhi.

Blefaroplastica inferiore

L’intervento di blefaroplastica inferiore ha una durata di circa 90 minuti per il trattamento di ambedue gli occhi.

Decorso post operatorio

Dopo l’intervento viene di solito eseguita una medicazione leggera e il paziente, se non sussistono problematiche particolari, può essere dimesso dopo una breve osservazione. Per i primi giorni dopo l’intervento è consigliabile riposare con il capo sollevato.
Non sono necessarie accortezze particolari e le ferite guariscono piuttosto rapidamente. Di solito non vengono eseguite medicazioni intermedie e si procede alla rimozione dei punti dopo 6/7 giorni dall’intervento chirurgico. Il dolore post operatorio è generalmente ben controllabile.
Occasionalmente possono comparire dei lividi in sede di intervento o in corrispondenza della regione geniena. La comparsa di un dolore importante deve essere sempre riferita al medico. Le palpebre sono una regione piuttosto sensibile del nostro viso e reagiscono a uno stress chirurgico con un certo grado di gonfiore che si manifesta nelle prime 24 ore e persiste per 2-3 giorni, trascorsi i quali rapidamente si ritorna a una condizione normale. Come tutti gli interventi chirurgici, per poter osservare il risultato definitivo, è necessario attendere alcuni mesi durante i quali è possibile che siano presenti delle piccole asimmetrie tra i due occhi. Il corretto assestamento delle cicatrici che si realizza nella fase successiva all’intervento chirurgico garantisce un recupero completo.
L’attività lavorativa può essere norma ripresa molto precocemente anche se di solito viene consigliata una settimana di riposo.

Complicazioni

Complicanze aspecifiche – precoci
  • Sanguinamento: di solito si manifesta nelle prime 24-48 ore. Un lieve grado di sanguinamento post operatorio è una condizione comune ma qualora il sanguinamento fosse rilevante deve essere sempre avvisato il proprio chirurgo.
  • Ematoma: la conseguenza di un sanguinamento non trattato si manifesta con un ematoma cioè con una raccolta di sangue coagulato al di sotto del piano cutaneo. Nell’occhio l’ematoma si accompagna a dolore molto intenso tanto che il paziente lo reputa insopportabile. La presenza di un ematoma richiede spesso l’evacuazione chirurgica immediata. Se interessa la palpebra inferiore rappresenta un’emergenza. La sua incidenza è rarissima.
  • Infezione: con un’opportuna terapia antibiotica l’infezione è piuttosto rara. Tuttavia, quando si verifica può determinare delle alterazioni cicatriziali che possono compromettere il risultato estetico finale.
  • Deiscenza: la deiscenza della ferita chirurgica cioè la sua apertura successivamente alla rimozione dei punti di sutura può essere trattata in maniera conservativa semplicemente effettuando delle medicazioni. Occasionalmente può essere necessario intervenire.
  • Cicatrici ipertrofiche: la palpebra raramente è sede di cicatrici ipertrofiche. Nei casi più gravi può rendersi necessario il ritocco chirurgico.
Complicanze specifiche – tardive
  • Ectropion (Occhio Tondo): talvolta può essere difficile valutare la corretta quantità di pelle da asportare, e, occasionalmente, può accadere che venga asportata più pelle di quella necessaria. La rimozione di una porzione eccessiva o la comparsa di fenomeni cicatriziali possono determinare il distacco della palpebra dal bulbo oculare. Questo espone un’ampia area della sclera e lascia l’occhio più aperto del normale, rendendolo innaturalmente aperto. In questi casi può rendersi necessario un intervento correttivo.
  • Eccesso cutaneo residuo: a differenza dell’ectropion, in altri casi si può asportare meno pelle di quella che andrebbe tolta. Anche in questi casi si rende necessario un piccolo intervento correttivo in anestesia locale che consiste nell’andare a togliere la pelle in eccesso.
  • Lagoftalmo: impossibilità a chiudere la palpebra correttamente dopo l’intervento chirurgico è un’evenienza molto comune e che di solito si risolve in brevissimo tempo. Tuttavia, occasionalmente, può accadere che quest’alterazione persista nel tempo rendendosi necessario un intervento correttivo.
    Iperemia congiuntivale e chemosi: l’iperemia della congiuntiva si manifesta con un occhio arrossato. Si tratta di una complicanza comune dopo l’intervento, che si manifesta maggiormente quando viene corretto anche l’angolo esterno dell’occhio (cantopessi). Solitamente è una complicanza che si risolve spontaneamente nell’arco di due settimane.
  • Lacrimazione eccessiva (epifora): la lacrimazione dell’occhio dopo un intervento di questo tipo può essere un evento comune che di solito si risolve spontaneamente nell’arco di qualche settimana.
  • Edema: il gonfiore dopo l’intervento chirurgico è un evento comune, che di solito si risolve nell’arco di 12 settimane. Tuttavia, quando viene interessata la palpebra inferiore, il gonfiore può durare anche 1-2 mesi.
  • Danni corneali: si tratta di un’eventualità rara, di solito correlata al lagoftalmo, all’ectropion o ad altre situazioni in cui abbiamo l’esposizione della cornea.
  • Ptosi palpebrale: condizione in cui la palpebra copre la pupilla. Nelle prime fasi post operatorie può essere normale e indotta dall’anestetico, mentre se persiste significa che era preesistente, ossia che era presente anche prima dell’intervento ma mascherata dalla pelle in eccesso.

Risultati

La blefaroplastica maschile garantisce generalmente dei risultati soddisfacenti, la rimozione della pelle in eccesso nella blefaroplastica superiore o delle borse adipose nella blefaroplastica inferiore, producono degli effetti significativi, in senso migliorativo, sul volto. Pur trattandosi di un intervento di breve durata non bisogna però dimenticare che l’entità del miglioramento è correlata alla situazione di partenza. L’intervento non arresta il normale processo di invecchiamento dei tessuti, di conseguenza la durata del risultato è legata ai processi di invecchiamento individuali. Tuttavia, il risultato è soddisfacente per un lungo periodo e raramente viene richiesta dal paziente un secondo intervento chirurgico.