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I latini avevano un modo di dire davvero efficace: “In medio stat virtus”, “la virtù sta nel mezzo”.

Una locuzione semplice, un invito a ricercare l’equilibrio e la moderazione evitando posizioni estreme .
Ma possiamo dire lo stesso per la bellezza?

Quando ci riferiamo la bellezza, quella vera, autentica, capace di generare un piacere intenso, è sempre difficile rapportarsi ad un valore medio. La bellezza straordinaria sa colpirci e sa stravolgerci, appassionarci e inebriarci, e si trova ad un’estremità. Consideriamo ad esempio un viso: questo può essere poco attraente, mediamente attraente o molto attraente.

Fonte: Pixabay

Come si arriva dunque a quella virtù che sta nel mezzo?

Il viso medio, un concetto poco noto (ma interessante)

Per poter trovare una relazione tra bellezza e valore medio, è necessario stravolgere il proprio punto di vista. Non bisogna considerare la bellezza per quello che è, ma la si deve scomporre considerando l’insieme di elementi belli che la compongono: occhi grandi rotondi, un naso piccolo e aggraziato, labbra carnose e bei capelli. È proprio da qui, che la bellezza nasce: dalle proporzioni armoniche e, soprattutto, dall’equilibrio tra le singole parti

La bellezza è impalpabile e, per questo motivo, è sempre stato molto difficile riuscire a studiarla. Oggi abbiamo un approccio scientifico ma in passato le scoperte avvenivano quasi casualmente. È il caso del viso medio, un concetto di chirurgia plastica molto interessante ma anche poco noto. La sua scoperta risale a metà del 1800, con la nascita della fotografia: a quell’epoca, uomini curiosi e appassionati alle novità, con i loro esperimenti, fecero scoperte che – oggi – si sono tradotte in straordinarie conoscenze su molti argomenti. La nascita della fotografia generò una grande curiosità, e tanti individui s’improvvisarono fotografi: sperimentarono quindi tecniche nuove, nel tentativo di approfondire le rudimentali conoscenze dell’epoca.

Tra questi ci fu Francis Galton, uno studioso britannico e cugino di Charles Darwin che – nel tentativo di sviluppare un progetto di ispirazione lombrosiano – giunse a definire un concetto straordinario noto come “valore medio di un viso” o, più semplicemente, “Viso Medio”.

La scoperta fu casuale e, come sempre capita in questi casi, del tutto inaspettata. 

L’esperimento, molto semplice, consisteva nel sovrapporre più negativi fotografici di individui considerati delinquenti. L’idea era quella di identificare un tratto comune che consentisse di riconoscere i malintenzionati prima ancora che questi avessero la possibilità di delinquere. Sovrapponendo queste immagini si ottenne però un risultato molto diverso dalle aspettative: si giunse ad un volto che aveva in sé caratteristiche medie di tutti gli individui presenti nelle immagini sovrapposte.

Si osservò che quel viso era particolarmente equilibrato rispetto a ogni singolo viso utilizzato nella sovrapposizione e, inoltre, era mediamente più attraente di quello dei singoli individui.

Questa stessa procedura è stata ripetuta negli anni con il miglioramento delle metodiche fotografiche e soprattutto del morphing, eseguibile tramite computer con programmi come Photoshop. Anche se cambiavano i quesiti che spingevano a compiere questo studio si evidenziava sempre come, il volto medio derivante dal mix di fotografie, fosse mediamente più attraente rispetto alle singole immagini.

Perché il viso medio è attraente

Ma perché il volto medio dovrebbe essere più attraente delle singole foto?

Le ipotesi sono diverse: secondo alcuni la digitalizzazione ha avuto come effetto la scomparsa di ogni piccola imperfezione della pelle, e questo consente al viso medio di avere una pelle molto omogenea e priva di irregolarità. Inoltre si è visto che, con la tecnica del morphing, il viso appare generalmente più simmetrico. 

Un’altra ricerca effettuata nel 1994 da Devid Perrett ha evidenziato che, per avere un viso medio attraente, è necessario che le fotografie di partenza siano di persone mediamente attraenti. Per dimostrare questa tesi, Perrett realizzò uno studio basato sull’utilizzo di fotografie del volto di 60 donne tra i 20 e 30 anni. Da queste prime fotografie realizzò un primo viso medio dopodiché, dal campione iniziale, selezionò un ulteriore campione di 15 visi utilizzando le foto delle donne più attraenti e – anche da queste 15 fotografie – estrasse un viso medio. Confrontando quest’ultimo campione con il precedente osservò che il 90% delle donne e degli uomini chiamati a giudicare le fotografie ritennero il  viso medio estratto dal campione di 15 fotografie molto più attraente rispetto al campione precedente.

Allo stesso modo, questo studio ci rivela che – se i volti i del campione considerato non sono attraenti – neppure il viso medio ottenuto dalla loro sovrapposizione lo sarà. 

Le labbra nel viso medio

Da chirurgo plastico, abituato a confrontarmi con i visi dei miei pazienti, posso certamente affermare che – un viso medio ed equilibrato – ha sempre una connotazione di bellezza, perché l’armonia tra le singole parti è un elemento imprescindibile della bellezza. Tuttavia, la bellezza straordinaria ha sempre degli elementi un po’ estremi non correlati alla media degli individui. 

Se considero un viso medio e sostituisco gli occhi e la bocca con occhi e bocca straordinari, otterrò un viso sicuramente più attraente.

Un esempio su tutti è rappresentato da Angelina Jolie, donna molto bella ma capace di distinguersi dalla media per le sue labbra straordinarie.

Fonte: Wikipedia

 

Nella mia attività, molte pazienti mi chiedono labbra come quelle di Angelina Jolie, voluminose ma proporzionate. E, alcune di queste, si concentrano su quel piccolo incavo presente nel labbro inferiore. Una vera e propria particolarità, che non sfugge all’occhio attento delle pazienti desiderose di effettuare questo trattamento.

Sono state create delle tecniche semplici ma molto ingegnose, per poter ricreare quell’aspetto così distintivo.

Un altro modello di bellezza, un po’ più’ attuale perché molto di moda in questo periodo storico, è rappresentato da Emily Ratajkowski, una super modella americana (come amano definirla i media): anche le sue labbra vengono spesso portate come esempio. E se Angelina Jolie è il riferimento per le quarantenni cresciute con i suoi film e con la sua storia amara con Brad Pitt, Emily Ratajkowski è invece un modello per le più giovani.

Fonte: Instagram @emrata

Come si ottiene un aumento di volume nelle labbra? Lo si può ottenre con un semplice filler a base di acido Ialuronico, oppure con tecniche più sofisticate come il lipofilling. L’acido ialuronico riempie le labbra ma ha una durata variabile tra 6 e 12 mesi, dopodichè l’effetto si esaurisce. Le pazienti che amano l’effetto voluminoso tendono a ripetere questo trattamento 2- 3 volte l’anno. Chi è un’habitué del filler, però, ad un certo punto del suo percorso spesso chiede di sostituire le punturine con qualcosa di più definitivo. Il lipofilling è la risposta a queste richieste: sfruttando la possibilità di trasferire il grasso da una parte all’altra del corpo, lo si estrae da zone come l’addome o l’interno delle cosce e lo si distribuisce sulle labbra, garantendo un effetto molto naturale. Le labbra appariranno morbide, ben volumizzate e –  trascorsi 6 mesi – saranno stabilmente volumizzate.

Un trattamento unico, e incredibilmente efficace.

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