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Dove si mette la protesi al seno? I diversi piani di posizionamento

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Durante una visita per la mastoplastica additiva, l’attenzione va quasi sempre alla forma e al volume. Si osservano le protesi, si parla di taglie, si prova a immaginare il risultato. Poi, a un certo punto, arriva una domanda tanto semplice quanto importante: ma dove si mette la protesi al seno?

Perché gli impianti non vengono semplicemente inseriti in uno spazio generico. Il seno è formato da strati diversi — pelle, ghiandola, tessuto adiposo e muscolo pettorale — e il chirurgo deve decidere quale di questi offrirà la copertura più adatta all’impianto.

In alcune pazienti la protesi può essere collocata davanti al muscolo, dietro la ghiandola. In altre è preferibile utilizzare la copertura del pettorale oppure scegliere una posizione intermedia, come il dual plane. Non si tratta di preferire una tecnica perché più conosciuta o più moderna: ogni piano cambia il rapporto tra impianti e tessuti e deve adattarsi alla forma del seno di partenza.

Poco volume naturale, pelle sottile, tessuti più rilassati o un’attività sportiva intensa possono portare a decisioni diverse. È per questo che il posto giusto non è uguale per tutte: si costruisce durante la visita, partendo dall’anatomia reale della paziente.

La protesi non viene inserita dentro la ghiandola

Prima di distinguere i vari piani, è utile chiarire un equivoco frequente: la protesi non viene messa all’interno della ghiandola mammaria.

L’impianto viene sistemato dietro il seno naturale, in una tasca preparata durante l’intervento. A seconda del caso, questa tasca può trovarsi davanti oppure dietro il muscolo pettorale.

Il seno visibile dopo l’operazione è quindi formato dagli impianti e dai tessuti della paziente che la ricoprono. Proprio la quantità e la qualità di questa copertura influenzano molto l’aspetto finale.

Protesi sotto la ghiandola: dove si trova

Quando si sceglie il piano sottoghiandolare, la protesi viene sistemata subito dietro il seno naturale, senza passare sotto il muscolo pettorale. A coprirla restano quindi la pelle, il grasso e il tessuto mammario già presenti.

Questa posizione può essere presa in considerazione quando la paziente ha uno spessore dei tessuti sufficiente a coprire bene l’impianto. Se la ghiandola è presente e la pelle ha una buona consistenza, gli impianti possono integrarsi in modo armonioso.

La situazione cambia quando il seno di partenza è molto piccolo e la paziente è particolarmente magra. Con poca copertura, infatti, i margini dell’impianto potrebbero risultare più facili da percepire o da vedere in alcune zone.

Il piano sottoghiandolare non è quindi “giusto” o “sbagliato” in assoluto. Ha senso quando i tessuti riescono a sostenere e rivestire adeguatamente gli impianti.

Protesi dietro il muscolo pettorale

Se la protesi viene inserita dietro il muscolo pettorale, si parla di posizionamento sottomuscolare. In pratica, la parte alta dell’impianto resta nascosta sotto uno strato di muscolo, oltre che sotto la pelle e i tessuti del seno.

Questa copertura in più può essere utile quando il seno di partenza è molto piccolo o la pelle è sottile, perché rende meno netto il passaggio tra il torace e la protesi.

Il vantaggio pratico è che la transizione tra torace e impianti può apparire più graduale. Il margine superiore dell’impianto resta maggiormente nascosto e il polo superiore del seno può risultare meno netto.

Il muscolo, però, non copre necessariamente tutta la protesi nello stesso modo. La disposizione anatomica del pettorale e la tecnica utilizzata influenzano la costruzione della tasca.

Inoltre, nelle pazienti che allenano molto il torace, il chirurgo deve considerare il movimento del muscolo e il modo in cui questo potrebbe interagire con l’impianto.

Piano dual plane: una posizione intermedia

Il piano dual plane seno combina, in parte, i due piani precedenti.

La zona superiore della protesi viene coperta dal muscolo pettorale, mentre quella inferiore si trova maggiormente in rapporto con la ghiandola. Non significa che gli impianti siano divisi in due: cambia semplicemente il modo in cui i tessuti la rivestono.

Questa disposizione può offrire maggiore copertura nella parte alta, lasciando alla parte inferiore del seno una forma meno vincolata dal muscolo.

Il dual plane viene spesso nominato come se fosse una soluzione universale. Non lo è. Anche questo piano deve essere scelto in base alla forma del seno, allo spessore dei tessuti e al tipo di correzione necessaria.

In alcune pazienti può essere molto adatto. In altre, un piano differente può risultare più coerente.

Cosa cambia tra un piano e l’altro

Il posizionamento della protesi al seno influenza soprattutto il modo in cui l’impianto viene coperto dai tessuti. Con una copertura abbondante, i contorni degli impianti tendono a integrarsi meglio. Quando i tessuti sono sottili, il chirurgo deve invece prestare maggiore attenzione alla visibilità dei bordi, al volume scelto e alla posizione dell’impianto.

Anche la proiezione del seno può cambiare. La stessa protesi, collocata in due piani differenti, non interagisce nello stesso modo con muscolo, ghiandola e pelle.

Non bisogna però attribuire tutto al piano chirurgico. La naturalezza del risultato dipende dall’insieme: anatomia del torace, base mammaria, volume degli impianti, qualità della pelle e supporto dei tessuti.

Poco seno di partenza e tessuti sottili

Una paziente molto magra, con poco tessuto mammario, ha meno copertura naturale sopra la protesi. In questi casi il chirurgo può valutare un piano che offra maggiore protezione nella parte alta, come quello sottomuscolare o dual plane. La scelta serve a ridurre il rischio che il margine superiore dell’impianto risulti troppo evidente.

Questo non significa che tutte le pazienti magre debbano ricevere gli impianti sotto il muscolo. Contano anche larghezza del torace, qualità della pelle, volume desiderato e forma dell’impianto.

È l’insieme delle misure a guidare il progetto.

Pelle rilassata o lieve cedimento

Quando il seno presenta una pelle più rilassata o un lieve cedimento, il posizionamento deve tenere conto anche di come la ghiandola si distribuirà sopra la protesi.

Aggiungere volume senza valutare la posizione dei tessuti potrebbe non correggere bene la forma. In alcuni casi il piano dual plane può essere preso in considerazione; in altri, se la pelle in eccesso è importante, può servire una procedura diversa o associata.

Gli impianti riempiono, ma non sollevano automaticamente qualunque seno. Per questo la valutazione non può limitarsi alla domanda “sopra o sotto il muscolo?”.

E per chi pratica molto sport?

L’attività sportiva fa parte delle informazioni da discutere durante la visita, soprattutto quando coinvolge molto il muscolo pettorale.

CrossFit, bodybuilding, nuoto o allenamenti frequenti del torace possono influenzare la valutazione del piano. Il chirurgo considera quanto è sviluppato il muscolo, che tipo di movimenti vengono eseguiti e quale rapporto potrebbe crearsi con la protesi.

Lo sport non impedisce automaticamente un determinato posizionamento, ma entra nella scelta insieme agli altri fattori anatomici e funzionali.

Come sceglie il chirurgo dove mettere la protesi?

Per capire come sceglie il chirurgo dove mettere la protesi, bisogna partire dalla visita. Il medico osserva e misura:

  • la quantità di seno presente;
  • lo spessore dei tessuti;
  • la qualità e l’elasticità della pelle;
  • la larghezza della base mammaria;
  • la forma del torace;
  • la posizione del seno e del capezzolo;
  • il volume e la proiezione desiderati;
  • le abitudini sportive della paziente.

Non si sceglie il piano perché uno è più moderno o più famoso. Si sceglie quello che offre una copertura adeguata e che permette di inserire gli impianti senza forzare l’anatomia.

Dove viene inserita la protesi mammaria, quindi?

La protesi può essere collocata dietro la ghiandola, sotto il muscolo pettorale oppure in un piano intermedio come il dual plane.

Nessuna di queste posizioni è migliore per tutte. Una paziente con una buona copertura dei tessuti può avere esigenze diverse da chi parte da un seno molto piccolo. Una pelle rilassata richiede valutazioni differenti rispetto a una pelle più tonica. Anche volume, torace e stile di vita cambiano il progetto.

Per capire dove inserire la protesi nel tuo caso, contatta lo studio del Dott. Napoli e prenota una visita. Attraverso l’analisi del seno, dei tessuti e delle proporzioni del torace sarà possibile individuare il piano chirurgico più coerente con la tua anatomia e con il risultato desiderato.

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