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Protesi Motiva® o Mentor®: differenze e criteri per scegliere

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“Motiva® è più morbida.” “Mentor® mantiene meglio la forma.” “Con questa marca il seno viene più naturale.” Cercando le differenze tra protesi Motiva® o Mentor®, è facile imbattersi in confronti di questo tipo. Il problema è che spesso si sta mettendo a confronto un marchio intero con una singola caratteristica, come se tutte le protesi dello stesso produttore fossero uguali.

In realtà, sia Motiva® sia Mentor® propongono diverse famiglie di impianti, con differenti volumi, profili, caratteristiche del gel e superfici. Per questo la domanda utile non è tanto “quale marca vince?”, quanto: quale protesi offre le caratteristiche più adatte a quel seno, a quei tessuti e al risultato che si vuole ottenere?

È da qui che ha senso partire per un vero confronto.

Motiva® vs Mentor®: non stiamo confrontando due sole protesi

Parlare genericamente di Motiva® vs Mentor® può essere fuorviante.

Nella gamma Motiva® troviamo, tra le altre, linee come Motiva® Round, Ergonomix® ed Ergonomix2®, sviluppate con gel e comportamenti differenti. Ergonomix ed Ergonomix2, per esempio, puntano molto sulla capacità dell’impianto di adattarsi ai movimenti del corpo.

Mentor® propone invece famiglie come MemoryGel® e MemoryGel® Xtra®, disponibili in diverse dimensioni e livelli di proiezione. Anche qui cambiano riempimento, profilo e caratteristiche meccaniche dell’impianto.

Quindi una Motiva® Ergonomix® non dovrebbe essere confrontata con una generica “Mentor®”, così come una MemoryGel® Xtra® non rappresenta da sola tutta la produzione Mentor®.

Prima viene scelto il tipo di comportamento desiderato. Solo dopo ha senso parlare di modello.

Protesi Motiva®: quali caratteristiche vengono ricercate

Uno degli elementi più riconoscibili della famiglia Motiva® è il lavoro sul comportamento dinamico dell’impianto.

Le linee Ergonomix® utilizzano gel progettati per modificare la distribuzione della forma con la posizione del corpo: più rotonda quando la paziente è distesa e più simile a una goccia quando è in piedi.

Non significa che la protesi “cambi forma” in modo evidente durante la giornata. Si tratta piuttosto della capacità del gel di redistribuirsi all’interno dell’involucro seguendo maggiormente gravità e movimento.

Motiva® propone inoltre la superficie SmoothSilk®/SilkSurface®, una superficie liscia e controllata, e differenti formulazioni di gel a seconda della linea.

Nella pratica, quindi, quando si valutano le caratteristiche delle protesi Motiva® (come morbidezza, elasticità e adattabilità) verranno considerate insieme alla quantità di tessuto mammario che dovrà ricoprire l’impianto.

E le protesi Mentor®?

Mentor® utilizza nelle famiglie MemoryGel®, ovvero gel coesivi progettati per mantenere uniformità e, allo stesso tempo, una certa morbidezza al tatto.

La gamma comprende numerosi volumi e profili. Per esempio, all’interno delle linee MemoryGel® si incontrano opzioni Moderate Plus, High Profile e Ultra High Profile, oltre alle configurazioni Xtra.

Questa varietà permette di lavorare non soltanto sul numero di cc, ma soprattutto sul rapporto tra larghezza della base e proiezione.

Una donna con un torace stretto che desidera una determinata proiezione può quindi aver bisogno di una configurazione molto diversa rispetto a una paziente con base mammaria più larga.

Anche quando si parla di caratteristiche delle protesi seno Mentor®, quindi, non c’è una consistenza o una forma unica che descrive l’intero marchio.

Motiva® è davvero più morbida di Mentor®?

È una delle affermazioni più frequenti online, ma presa così dice poco.

La morbidezza dipende dalla formulazione del gel, dal grado di coesività, dal riempimento, dall’involucro e dal modello specifico.

In generale, un gel meno rigido tende a deformarsi e adattarsi più facilmente. Un gel maggiormente coesivo può invece mantenere maggiormente la distribuzione della forma.

Ma c’è un altro punto ancora più importante: toccare una protesi con la mano durante una visita non equivale a sapere come sarà il seno operato.

Una volta inserito l’impianto, sopra ci saranno pelle, grasso, ghiandola e, in alcuni casi, parte del muscolo pettorale.

Una paziente con una buona copertura dei tessuti può ottenere un seno molto morbido anche utilizzando un impianto relativamente strutturato. Una donna molto magra, invece, può percepire maggiormente qualsiasi protesi.

La sensazione al tatto non dipende quindi dal logo stampato sulla confezione.

E per quanto riguarda il comportamento dinamico?

Qui le differenze progettuali diventano più interessanti.

Motiva®, soprattutto con Ergonomix® ed Ergonomix2®, mette al centro il comportamento viscoelastico del gel e la sua capacità di adattarsi al movimento.

Le famiglie Mentor® MemoryGel® lavorano invece su differenti equilibri tra morbidezza, coesività, riempimento e mantenimento della forma.

Non significa che una sia “mobile” e l’altra rigida. Tutte le moderne protesi in silicone hanno proprietà elastiche e viscoelastiche.

Cambiano però il grado e il modo in cui queste caratteristiche vengono combinate.

Studi di laboratorio sugli impianti mammari hanno mostrato che coesività del gel, resistenza alla deformazione e stabilità della forma possono variare anche parecchio tra produttori e, soprattutto, tra modelli dello stesso produttore.

È quindi molto più corretto confrontare due impianti specifici che due marchi interi.

Superficie: Motiva® e Mentor® sono uguali?

No.

Motiva® utilizza nelle proprie gamme attuali la superficie SmoothSilk®/SilkSurface®, descritta dal produttore come una superficie liscia e controllata.

Per Mentor®, nel mercato europeo, la famiglia MemoryGel® comprende configurazioni con superficie liscia e, a seconda del dispositivo e della disponibilità nel mercato di riferimento, anche altre tipologie.

La superficie non va però scelta come caratteristica isolata. Il chirurgo deve considerare insieme dispositivo, piano di posizionamento, caratteristiche dei tessuti e indicazioni cliniche.

La disponibilità dei singoli modelli può inoltre cambiare tra Paesi e nel tempo.

Profili e volumi: qui il marchio conta meno dell’anatomia

Immaginiamo due donne che desiderano entrambe una protesi da 300 cc.

Una ha un torace stretto e poco seno di partenza. L’altra presenta una base mammaria più larga e una buona quantità di tessuto.

Utilizzare lo stesso volume non significa utilizzare la stessa protesi.

L’impianto può essere più largo e meno proiettato oppure più stretto e maggiormente proiettato. Il chirurgo deve trovare una combinazione che rispetti la base mammaria e che non chieda ai tessuti di adattarsi a dimensioni poco compatibili.

Da questo punto di vista, sia Motiva® sia Mentor® offrono diverse possibilità.

La vera selezione avviene quindi partendo dalle misure della paziente e non dal catalogo del marchio.

Quando una protesi più morbida può essere interessante?

In una paziente che cerca un seno molto mobile e con una transizione morbida, il chirurgo può prendere in considerazione un impianto con determinate proprietà viscoelastiche.

Ma “più morbido” non è automaticamente sinonimo di “più naturale”.

Se i tessuti sono molto sottili, per esempio, bisogna valutare anche quanto l’impianto tende a formare pieghe, quanto supporto offre e quale copertura sarà disponibile.

In altri casi può essere utile un gel con maggiore stabilità di forma.

Sono decisioni che hanno senso solo osservando il seno reale.

Motiva® o Mentor®: quale scegliere?

La risposta corretta può essere meno soddisfacente di una classifica online, ma è anche molto più utile: non esiste una vincitrice assoluta.

Per capire quali protesi scegliere per una mastoplastica bisogna considerare:

  • larghezza della base mammaria;
  • quantità di ghiandola e grasso;
  • spessore della pelle;
  • qualità dei tessuti;
  • volume desiderato;
  • proiezione;
  • piano di inserimento;
  • attività fisica;
  • tipo di risultato ricercato.

Solo a quel punto caratteristiche come morbidezza, coesività e comportamento dinamico acquistano davvero significato.

Protesi Motiva® o Mentor®: il confronto si fa sulla paziente

Il rischio dei confronti online è trasformare la mastoplastica in una scelta simile a quella tra due prodotti commerciali: si leggono caratteristiche, recensioni e classifiche e si cerca il modello apparentemente migliore.

Con le protesi mammarie il percorso funziona al contrario.

Prima si studiano torace, seno, pelle e tessuti. Poi si definisce quale volume e quale proiezione possano funzionare. Si decide il piano chirurgico e, all’interno delle opzioni disponibili, si individua l’impianto con le caratteristiche più coerenti.

Durante una visita con il Dott. Umberto Napoli, il confronto tra differenti tipologie di protesi può quindi partire dall’anatomia e dal risultato desiderato, evitando di scegliere sulla base del solo nome commerciale.

Perché tra Motiva® e Mentor® la domanda davvero utile non è quale sia la marca migliore, ma quale impianto sia più adatto a costruire quel particolare seno.

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