Nei primi giorni può sembrare molto più evidente di quanto ci si aspettasse. Una linea rosata sotto il seno, oppure un segno vicino all’areola, ancora nuovo e ben riconoscibile. È proprio guardandolo che nasce uno dei dubbi più frequenti dopo l’intervento: le cicatrici della mastoplastica additiva rimarranno così?
Nella maggior parte dei casi no. Una appena formata non ha lo stesso aspetto che avrà dopo sei mesi o un anno. All’inizio può essere più scura, arrossata o leggermente rilevata; poi attraversa un lento processo di maturazione durante il quale tende ad ammorbidirsi e a perdere colore.
Quanto diventerà discreta, però, non dipende soltanto da dove viene fatta l’incisione. Contano la qualità della pelle, la predisposizione personale, la tensione esercitata sui tessuti e il modo in cui la ferita viene seguita nei mesi successivi.
Dove restano le cicatrici dopo una mastoplastica additiva?
La posizione della cicatrice della mastoplastica additiva corrisponde alla zona utilizzata dal chirurgo per inserire la protesi.
Una delle sedi più comuni è il solco sotto il seno. La cicatrice sottomammaria segue quindi la piega naturale dove la mammella incontra il torace. Una volta guarita e schiarita, la posizione stessa può contribuire a renderla meno evidente quando il seno è in posizione naturale.
Un’altra possibilità è la cicatrice periareolare, collocata lungo il margine dell’areola. In questo caso il cambio di colore tra areola e pelle può aiutare a mimetizzare parte del segno.
Esistono anche accessi differenti, ma qui il punto non è stabilire quale sia migliore. Qualunque incisione attraversi la pelle lascia una cicatrice. L’obiettivo realistico è farla guarire nel modo più regolare possibile e posizionarla, quando l’anatomia lo permette, in una zona poco evidente.
Come appare una cicatrice appena operata?
All’inizio non bisogna aspettarsi una linea bianca e sottile.
Nelle prime settimane la cicatrice della protesi al seno può essere rosa o rossastra. Può sembrare più evidente rispetto alla pelle circostante e risultare leggermente dura al tatto.
È una fase della guarigione.
Con il passare dei mesi avviene quella che viene chiamata scar maturation, la maturazione cicatriziale. Il tessuto si riorganizza gradualmente e il segno tende a diventare più morbido, piatta e chiara.
Il cambiamento non avviene in pochi giorni. Per questo confrontare il proprio seno a un mese dall’intervento con fotografie di risultati a un anno può creare aspettative poco realistiche.
Dopo quanto tempo le cicatrici diventano meno visibili?
Il processo è molto individuale.
Una parte importante dell’evoluzione avviene nei primi sei-dodici mesi, ma alcune cicatrici continuano a modificarsi e schiarirsi ancora più a lungo.
Può anche capitare che nei primi mesi il segno sembri temporaneamente più evidente prima di migliorare. Non significa automaticamente che stia guarendo male.
La pelle ha i suoi tempi e due pazienti operate nello stesso giorno possono trovarsi, dopo tre mesi, con cicatrici dall’aspetto molto diverso.
Perché alcune cicatrici quasi scompaiono e altre rimangono più evidenti?
Qui entra in gioco soprattutto la risposta individuale della pelle.
Una cicatrice tende ad avere un’evoluzione migliore quando la ferita guarisce senza problemi e la zona non viene sottoposta a una tensione eccessiva. Ma esiste anche una vera e propria predisposizione cicatriziale.
Chi ha già sviluppato cicatrici spesse o cheloidi dopo altri interventi, piercing o traumi dovrebbe riferirlo al chirurgo prima dell’operazione.
Contano inoltre:
- qualità e spessore della pelle;
- genetica;
- tensione sulla ferita;
- esposizione solare;
- eventuali problemi di guarigione;
- rispetto delle indicazioni post operatorie.
Anche il volume della protesi e la qualità dei tessuti entrano indirettamente nel ragionamento: una pelle sottile e molto tesa si trova in condizioni diverse rispetto a tessuti elastici e con un buon supporto.
Cicatrice normale, ipertrofica o cheloide: cosa cambia?
Non tutte le cicatrici rilevate sono cheloidi.
Una cicatrice ipertrofica produce più tessuto del previsto e può apparire spessa, rossa o dura, ma rimane all’interno dei confini dell’incisione originale.
Il cheloide, invece, cresce oltre i margini della ferita e può continuare ad aumentare nel tempo. Può inoltre provocare prurito, tensione o fastidio.
La distinzione è importante perché gestione ed evoluzione non sono necessariamente le stesse.
Una cicatrice leggermente arrossata nei primi mesi, invece, non appartiene automaticamente a nessuna di queste categorie. Prima di definirla “brutta cicatrice” bisogna considerare in quale fase della guarigione ci si trova.
Silicone gel e fogli: servono davvero?
Gel e fogli di silicone sono tra gli strumenti utilizzati nella gestione delle cicatrici chirurgiche, soprattutto quando esiste il rischio che il segno diventi rilevato.
Non devono però essere applicati sulla ferita ancora aperta.
Il momento in cui iniziare, la durata e il tipo di prodotto vanno concordati durante i controlli post operatori, quando il chirurgo può verificare che l’incisione sia completamente chiusa.
Non esistono prodotti capaci di cancellarle. Possono piuttosto contribuire a migliorarne alcune caratteristiche durante il processo di maturazione.
La costanza conta più dell’applicazione occasionale.
E i massaggi?
Anche il massaggio viene spesso consigliato per alcune cicatrici, ma non dovrebbe essere iniziato autonomamente pochi giorni dopo l’intervento.
Prima la ferita deve essere completamente guarita.
Quando il chirurgo dà il via libera, il massaggio può aiutare a mantenere il tessuto più morbido e mobile. Modalità e frequenza possono però cambiare in base all segno.
Applicare pressione, creme o oli troppo presto pensando di accelerare il processo può essere controproducente.
Il sole può rendere più evidente la cicatrice
Sì, ed è un aspetto spesso sottovalutato.
Una cicatrice giovane reagisce alla luce solare in modo diverso dalla pelle circostante e può pigmentarsi, diventando più scura e quindi più visibile.
Per questo va protetta accuratamente, soprattutto nel primo anno.
Quando la zona è esposta, si utilizza una protezione solare ad ampio spettro con SPF elevato secondo le indicazioni mediche. Costume e abbigliamento possono offrire un’ulteriore barriera.
La protezione deve essere considerata anche quando il segno sembra già guarito esternamente.
Quando una cicatrice merita un controllo?
Non bisogna aspettare mesi se qualcosa cambia in modo evidente.
È utile mostrare la cicatrice al chirurgo se inizia a diventare progressivamente più spessa, dura o rilevata, se cresce oltre i margini originari oppure compare un prurito persistente.
Anche arrossamento importante, secrezioni o apertura della ferita durante le prime fasi richiedono una valutazione, perché non riguardano semplicemente l’estetica.
Intervenire presto su un esito cicatriziale anomalo può offrire più possibilità di trattamento.
Cosa si può fare se la cicatrice rimane evidente?
Non esiste un unico trattamento valido per ogni cicatrice.
In base al tipo di esito possono essere presi in considerazione silicone, trattamenti medici locali, infiltrazioni, laser o altre procedure. Nei casi selezionati può essere valutata anche una revisione chirurgica.
La scelta dipende da come il tessuto è guarito e soprattutto dal motivo per cui il segno è rimasto evidente.
Per questo non conviene iniziare trattamenti trovati online senza prima capire che tipo di cicatrice si ha davanti.
Cicatrici mastoplastica additiva: cosa aspettarsi davvero
Una mastoplastica additiva lascia cicatrici, perché per inserire una protesi è necessario attraversare la pelle. Quello che cambia è quanto queste cicatrici saranno visibili una volta completata la guarigione.
Nei primi mesi è normale vederle. Il risultato cicatriziale si giudica molto più avanti, quando rossore, rigidità e colore hanno avuto tempo di evolvere.
Durante una visita con il Dott. Umberto Napoli è possibile discutere prima dell’intervento la posizione prevista delle incisioni e, nei controlli successivi, seguire l’evoluzione della cicatrice indicando quando iniziare eventuali trattamenti e come proteggerla.
L’obiettivo realistico non è promettere una pelle completamente priva di segni, ma accompagnare la cicatrice verso la migliore guarigione possibile per quella pelle.